La repressione religiosa non è mai stata una novità in Cina, il dato allarmante è che la condizione delle minoranze religiose cinesi sta costantemente peggiorando. Milioni di tibetani subiscono da decenni il controllo statale sull'esercizio della loro religione, ma lo stesso vale anche per i Cristiani e per i seguaci del movimento Falun Gong. Attualmente chi maggiormente subisce il controllo di Pechino sono i credenti musulmani nella regione dello Xinjiang ai quali è stato vietato la celebrazione del Ramadan, di insegnare la loro lingua nelle scuole e dal 2016 sono costretti a fornire il Dna per ottenere il passaporto.
Come se non bastasse almeno 1,5 milioni di musulmani dello Xinjiang sono internati in campi di lavoro forzato e l'intera regione viene monitorata tramite un controllo digitale senza precedenti. Il Governo di Xi Jinping non ha mai riconosciuto l’esistenza di “campi di rieducazione” e ha sempre preferito parlare di “campi di studio” e “centri di formazione professionale” utili a contenere alcune “vocazioni religiose politicamente scorrette” in nome della “stabilità nazionale”.
“Non può essere”
- Scritto da Camillo Maffia
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La repressione religiosa non è mai stata una novità in Cina, il dato allarmante è che la condizione delle minoranze religiose cinesi sta costantemente peggiorando. Milioni di tibetani subiscono da decenni il controllo statale sull'esercizio della loro religione, ma lo stesso vale anche per i Cristiani e per i seguaci del movimento Falun Gong. Attualmente chi maggiormente subisce il controllo di Pechino sono i credenti musulmani nella regione dello Xinjiang ai quali è stato vietato la celebrazione del Ramadan, di insegnare la loro lingua nelle scuole e dal 2016 sono costretti a fornire il Dna per ottenere il passaporto.