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allah 1835630 640Nell'apprendere la notizia di un Patto Nazionale con l'islam italiano, sulle prime si resta perplessi. Il nostro sistema legislativo, peraltro inadeguato allo stesso dettato costituzionale, prevede delle apposite intese tra il governo e i gruppi religiosi: non è chiaro per quale ragione gli islamici dovrebbero seguire un iter diverso rispetto a quello percorso da altre confessioni sul territorio.

Essendo poi il Patto con il Ministero dell'Interno, sembra quasi che gli islamici debbano essere visti come una questione di sicurezza piuttosto che come una comunità cui spettano diritti e doveri in nome dell'uguaglianza sancita. E' sempre opportuno ricordare come i musulmani siano anzitutto vittime dei gruppi di terroristi e fondamentalisti che non si sono finora fatti scrupolo di fare stragi fra i propri correligionari.

Sembrerebbe quindi logico affrettare la procedura di un'intesa con la comunità islamica, perché per difendersi dagli estremisti bisognerebbe per prima cosa dare tutele concrete alla maggior parte del gruppo che si trova oggi bersagliato dalla discriminazione da un lato e dal terrorismo dall'altro. Recentemente alcune persone di religione islamica hanno manifestato a Roma per poter pregare alla luce del sole e dovrebbe essere interesse proprio di chi ha a cuore la sicurezza concedere spazi di trasparenza anziché confinare i culti alla clandestinità, con tutti i rischi che ne derivano. In una situazione come questa l'accordo col ministro Minniti è certamente un passo avanti, ma al tempo stesso bisogna purtroppo constatare come non vi siano mutamenti sostanziali nel riconoscimento dei diritti fondamentali delle persone di religione islamica.

 

Articolo di Raffaella Di Marzio

Legge russa

19 gennaio 2017

 

La situazione della libertà di religione e credo in Russia genera continue preoccupazioni e sconcerto per la gravità degli episodi e delle violazioni perpetrate dalle stesse autorità statali.

I casi da segnalare sarebbero molti, come già denunciato in diverse sedi istituzionali, ma, prendendo in considerazione quello che sta avvenendo solo a danno della Congregazione dei Testimoni di Geova, il quadro della situazione risulta comunque chiaro ed allarmante.

Secondo una ricostruzione pubblicata sul sito della Società Torre di Guardia

Il sistematico attacco della Russia contro i Testimoni di Geova si basa su prove fabbricate e su una deliberata applicazione impropria della legge federale contro le attività estremiste

La ricostruzione segnala un video nel quale si vedono alcune persone che entrano in un Sala del Regno in Russia al fine di "fabbricare prove per giustificare le accuse di estremismo mosse contro i Testimoni di Geova".

kot 1267752 640Abbiamo ricevuto la richiesta di aiuto da parte di persone vicine alla comunità Ahmadiyya, che lamentavano la totale mancanza di informazioni sulla persecuzione in atto da tempo contro la comunità. Oltre a darne notizia, abbiamo allertato anche due ONG europee, che hanno ripreso il nostro appello. Il 21 dicembre 2016, finalmente, l’Intergruppo del Parlamento Europeo sulla Libertà di Religione o Credo (FoRB ) ha condannato il raid e la persecuzione della comunità e ha chiesto all’EEAS di intervenire, per proteggere Ahmadiyya, facendo pressione sul governo pakistano.

Ci siamo quindi rivolti all'Imam Ataul Wasih Tariq per un'analisi della situazione.

Può parlarci della drammatica condizione che la Comunità Ahmadiyya sta affrontando in Pakistan?

Dal 1974, quando il secondo emendamento della Costituzione del Pakistan ha dichiarato gli Ahmadi come non-musulmani - e quindi gli Ahmadi sono diventati una minoranza - la situazione è peggiorata. I chierici incitano la loro gente dicendo che chiunque uccida un Ahmadi entrerà in paradiso. Questo è il motivo per cui sono state prese le vite di molti Ahmadi. Il governo non è riuscito a controllare la situazione. La vita in Pakistan per Ahmadi è diventata ancora più difficile dal momento dell'ordinanza XX nel 1984, dove gli Ahmadi non solo sono dichiarati non musulmani, ma non possono neanche comportarsi come musulmani. Abitudini religiose quotidiane, come dire "salaam", o pregare, chiamando l’Adhan, chiamando il luogo di culto "moschea" e la lettura del Corano sono diventati punibile fino a tre anni di carcere per gli Ahmadi. Di recente, il 5 dicembre, il Dipartimento antiterrorismo ha fatto un'incursione armata illegale nella nostra sede di Rabwah e torturato e arrestato 4 Ahmadi. Pochi giorni dopo, una moschea a Dulmial (Chakwal) è stata attaccata da una folla. I rapporti dicono che il loro numero era di circa 2.000 persone, a lanciare pietre contro i pochi Ahmadi che si erano barricati all'interno della moschea. La polizia locale ha promesso agli Ahmadi di uscire in modo sicuro e che alla folla non sarà permesso di entrare nella moschea. Eppure non hanno fermato la folla nell’entrare e distruggere gli arredi ecc. all'interno della moschea. Solo quando l'esercito è arrivato, la folla è stata dispersa, ma, invece di prendere provvedimenti contro gli autori delle violenze, si sono piegati alle richieste della folla e hanno sigillato la moschea. Sulla questione delle moschee Ahmadiyya, dal momento dell’Ordinanza XX (1984) anti-Ahmadi di Zia ad oggi, 27 Ahmadiyya moschee sono state demolite, 33 sigillati dalle autorità, 21 messe a fuoco o danneggiate e 16 occupate con la forza.

Il 29 Novembre 2016 la Soka Gakkai ha organizzato un incontro al Teatro Argentina di Roma nel corso del quale il Premio Nobel Prof. Adolfo Perez Esquivel ha tenuto una lezione magistrale sui temi del Libro La Forza della Speranza. Riflessione sulla pace e i diritti umani nel terzio Millennio. Dialogo con Daisaku Ikeda.esquivel2

Daisaku Ikeda è impegnato da molti anni nella promozione del dialogo con persone di tutte le fedi al fine di creare un ponte tra le culture e promuovere i diritti umani e la pace. Il concetto di dialogo nell'insegnamento di Ikeda è centrale poiché gli esseri umani esistono solo se si pongono in dialogo con gli altri: entrare in dialogo significa realizzare la propria umanità

Il dialogo con il Premio Nobel per la pace argentino Esquivel, che è cattolico, è un esempio di come persone diverse possano incontrarsi sui valori. Esquivel, nella sua lectio magistralis, ha raccontato di aver conosciuto Ikeda in Giappone, dove ha potuto notare quanto siano diverse le loro culture di provenienza, giapponese e argentina, e le loro religioni, cristiana e buddista. Tuttavia, ricordando quell'incontro, Esquivel ha sottolineato il fatto che, nel momento in cui si è parlato di diritti umani, di pace e uguaglianza, si è sentito fratello di Ikeda, come se si conoscessero da sempre.

door 1129338 640I. L'ecumenismo di Scalfari

 

Ennesima catastrofe di Eugenio Scalfari. Le tinte con cui il teologo autodidatta ha dipinto le celebrazioni ecumeniche del cinquecentenario della Riforma hanno provocato la sollevazione degli evangelici. NEV (Notizie Evangeliche) ha twittato: “Stavolta Scalfari ha dato il peggio di sé”. E non potrebbe essere altrimenti, perché vi ha mescolato tutti gli ingredienti del suo pensiero “laico”, dalla lotta all'eresia luterana all'unica religione pseudocattocomunista cui il mondo dovrà infine piegarsi, sempre sotto il giogo presunto del malcapitato Francesco, le cui affermazioni denotano invece rara consapevolezza e aprono una nuova fase nella storia cristiana. Questa nuova incursione del "teologo" non deve stupire né rattristare i protestanti, che possono anzi cogliere l'occasione per fare della buona teologia, perché come diceva Karl Barth "un cristiano fa della buona teologia quando si accosta alle cose con umorismo", e qui ve n'è veramente l'occasione. A dicembre del 2013, Scalfari decretò che papa Francesco aveva "abolito il peccato", lamentandosi però del fatto che non avesse ancora abolito l'inferno; al termine dell'articolo, evidentemente costretto a un'errata corrige, si scusava coi lettori per aver scritto che papa Francesco aveva canonizzato Ignazio di Loyola, fatto santo nel 1622, spiegando: "Ho probabilmente usato male il verbo 'canonizzare'". (Val la pena ricordare che nel 2009 aveva definito Benedetto XVI "un modesto teologo", probabilmente usando male la parola "teologo"). A settembre del 2014, stanco d'aspettare l'abolizione dell'inferno, il grande editorialista mise in bocca al Santo Padre che non vi è né inferno né purgatorio. Ovviamente, non c'era nulla di vero, ma Scalfari non si è fermato lì e non ha atteso molto per rivelare la sua vera ricetta per l'umanità, una sola religione di stampo coloniale, guidata sempre da Francesco, da imporre col fascino discreto della borghesia cattolica di sinistra all'intero pianeta.