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vlcsnap 2017 04 19 21h52m26s519Pubblichiamo per gentile concessione di Agenzia Radicale:

Ci siamo occupati della vicenda dell'associazione “Scienza per Amore” nell'ambito della campagna contro le “sette” volta alla reintroduzione del reato di plagio: ora che il gruppo, com'era d'altronde prevedibile, è stato assolto con formula piena, con l'eccezione di una condanna a dieci mesi per il presidente dell'associazione Danilo Speranza per la ricettazione di due francobolli, è il caso di porsi alcune domande. Si sono svolti due processi a carico dell'associazione, uno per truffa e uno per stregoneria: quello per truffa s'è svolto prevalentemente nelle aule di tribunale, quello per stregoneria soprattutto sui media.

Il primo s'impegnava ad accertare che non vi fosse stato alcun raggiro nell'ambito dei finanziamenti volti alla realizzazione di macchinari in cui era impiegata una tecnologia, denominata HYST, a scopo umanitario.

Il secondo voleva dimostrare che Speranza, ribattezzato il “Guru di San Lorenzo”, fosse il capo di una pericolosa setta in grado di manipolare mentalmente i propri adepti, ossia di plagiarli. A suo tempo abbiamo parlato appunto di tre verità a proposito di questo caso: la prima, quella giudiziaria, che riguardava una presunta truffa; la seconda, quella mediatica, che dipingeva la setta con la manipolazione mentale; e la terza era invece rappresentata dai leader dei Paesi africani che sostenevano la validità delle tecniche operate dall'associazione per contrastare il dramma dello sterminio per fame. Attualmente la verità processuale sembra consegnarci uno scenario molto chiaro: nessuna truffa, nessuna setta, e un ritardo di quasi dieci anni nell'utilizzo a scopo umanitario di macchinari in grado di produrre, attraverso il trattamento di biomasse di scarto e residui agricoli, prodotti alimentari.

L'ennesimo caso di “psicosetta” infondato quindi, oltre all'ingiustificato dolore dei membri che hanno subito un'atroce gogna mediatica e perfino il lancio d'una bomba carta nel 2010, stavolta danneggia anche quelle centinaia di migliaia di bambini poveri che avrebbero potuto beneficiare dell'invenzione per nutrirsi, anziché morire d'inedia nei Paesi in via di sviluppo. La campagna contro la “setta” ha avuto le solite caratteristiche che abbiamo più volte analizzato in passato: trasmissioni televisive, articoli giornalistici, un'interrogazione parlamentare volta a reintrodurre il reato di plagio che citava il caso a proposito della “manipolazione mentale”, e il coinvolgimento di alcuni gruppi anti-sette. Le teorie screditate sulle psicosette e il lavaggio del cervello, com'era tipico in quegli anni, hanno trovato ampio spazio tanto presso i media che nelle istituzioni, con il caratteristico stravolgimento dei fatti.

Il 12 Aprile 2017 l'On. Rostellato ha organizzato una Conferenza Stampa sulla messa al bando dei Testimoni di Geova in Russia.

Conferenza stampaNel corso della Conferenza Stampa è stata presentata l'Interrogazione parlamentare che l'On. Rostellato ed altri quattro deputati del partito Democratico hanno presentato al governo italiano affinchè intraprenda iniziative diplomatiche finalizzate a scongiurare la messa al bando della Congregazione dei Testimoni di Geova in Russia. L'accusa, formulata sulla base della Legge Yarovaya è quella di "estremismo".

Attualmente il caso pende presso la Suprema Corte russa e si attende una decisione per il 19 Aprile 2017.

Nel corso della Conferenza Stampa alcuni esponenti della Congregazione dei Testimoni di Geova hanno illustrato la storia giuridica del movimento dal 1992 fino al 5 aprile 2017, quando ha avuto inizio l'udienza alla Corte Suprema. 

Particolarmente importante, nella disamina storica, è stato il riferimeno alla decisione della CEDU, pubblicata nel 2010, in seguito al ricorso n. 302/02, presentato dalla Congregazione dei TDG in Russia, che dà ragione alla Congregazione e condanna la Russia al pagamento dei danni causati alla Congregazione e delle spese processuali.

Nel cordo della Conferenza stampa sono intervenuti i relatori:

On. Gessica Rostellato, On. Lacquaniti, Avv. Nardi, Dott. Caproni, Dott. Zucchini, Dott. Di Blasio, Marija Sadovska, Dott.ssa Di Marzio.


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Su questo sito ci siamo già occupati della grave persecuzione che si sta verificando a danno della Congregazione dei Testimoni di Geova in Russia, oggetto di denuncia in numerosi interventi presentati nell'ambito di iniziative politiche, associative, organizzate da ONG e associazioni della società civile in tutto il mondo. In Italia se ne è discusso anche in due importanti Convegni tenutisi alla Camera dei Deputati, organizzati rispettivamente dall'AIDLR il 26 ottobre 2016 e dal CESNUR il 22 marzo 2017La situazione di questa organizzazione religiosa in Russia è strettamente legata  all’approvazione, e l’entrata in vigore, della controversa legge Yarovaya che ha colpito indiscriminatamente tutte le chiese diverse dalla Chiesa Ortodossa Russa. Un coro internazionale di voci si è alzato negli ultimi mesi in difesa della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.

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A questo coro  si sono aggiunte anche le voci di cinque deputati del Parlamento Italiano che hanno deciso di denunciare le gravi violazioni della libertà religiosa dei Testimoni di Geova in Russia in una interpellanza (n. 2/01744,) che, il 3 Aprile 2017, l'On. Rostellato, insieme agli On. Lacquaniti, Oliverio, Paola Boldrini e Tidei, hanno presentato, indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri e ad altre autorità, "per segnalare la gravissima situazione della Congregazione dei testimoni di geova in Russia".

I cinque  firmatari, dopo aver ricordato che la "Costituzione della Federazione Russa, all'articolo 28 garantisce la libertà di religione, incluso il diritto di professare una fede individualmente, collettivamente o di non professarla affatto, di scegliere liberamente, di avere e diffondere credenze religiose e, all'articolo 30, sancisce che ogni individuo gode del diritto alla libertà di associazione" e che "i Testimoni di Geova sono legalmente riconosciuti in oltre 220 nazioni del mondo, le loro attività religiose sono pacifiche e rispettose delle libertà altrui e della legge come ha avuto modo di affermare la Corte europea dei diritti dell'uomo in oltre 47 sentenze" chiedono "se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se intenda Interpellanza2assumere iniziative diplomatiche volte a sensibilizzare il Governo russo a rispettare le professioni religiose presenti nel territorio russo".

Un'iniziativa lodevole e degna di essere segnalata poichè la libertà religiosa è un bene da difendere e promuovere in ogni circostanza. Violazioni gravi, come quelle che si stanno verificando in Russia, potrebbero estendersi anche ad altri paesi europei. Di fronte a questa minaccia è importante che chi ha responsabilità istituzionali si faccia carico dei diritti dei più deboli e chieda, a chi governa la nazione, di fare altrettanto.

allah 1835630 640Nell'apprendere la notizia di un Patto Nazionale con l'islam italiano, sulle prime si resta perplessi. Il nostro sistema legislativo, peraltro inadeguato allo stesso dettato costituzionale, prevede delle apposite intese tra il governo e i gruppi religiosi: non è chiaro per quale ragione gli islamici dovrebbero seguire un iter diverso rispetto a quello percorso da altre confessioni sul territorio.

Essendo poi il Patto con il Ministero dell'Interno, sembra quasi che gli islamici debbano essere visti come una questione di sicurezza piuttosto che come una comunità cui spettano diritti e doveri in nome dell'uguaglianza sancita. E' sempre opportuno ricordare come i musulmani siano anzitutto vittime dei gruppi di terroristi e fondamentalisti che non si sono finora fatti scrupolo di fare stragi fra i propri correligionari.

Sembrerebbe quindi logico affrettare la procedura di un'intesa con la comunità islamica, perché per difendersi dagli estremisti bisognerebbe per prima cosa dare tutele concrete alla maggior parte del gruppo che si trova oggi bersagliato dalla discriminazione da un lato e dal terrorismo dall'altro. Recentemente alcune persone di religione islamica hanno manifestato a Roma per poter pregare alla luce del sole e dovrebbe essere interesse proprio di chi ha a cuore la sicurezza concedere spazi di trasparenza anziché confinare i culti alla clandestinità, con tutti i rischi che ne derivano. In una situazione come questa l'accordo col ministro Minniti è certamente un passo avanti, ma al tempo stesso bisogna purtroppo constatare come non vi siano mutamenti sostanziali nel riconoscimento dei diritti fondamentali delle persone di religione islamica.

 

Articolo di Raffaella Di Marzio

Legge russa

19 gennaio 2017

Pubblicato in Coscienza e Libertà, n. 53, 2016, pp.16-18.

 

La situazione della libertà di religione e credo in Russia genera continue preoccupazioni e sconcerto per la gravità degli episodi e delle violazioni perpetrate dalle stesse autorità statali.

I casi da segnalare sarebbero molti, come già denunciato in diverse sedi istituzionali, ma, prendendo in considerazione quello che sta avvenendo solo a danno della Congregazione dei Testimoni di Geova, il quadro della situazione risulta comunque chiaro ed allarmante.

Secondo una ricostruzione pubblicata sul sito della Società Torre di Guardia

Il sistematico attacco della Russia contro i Testimoni di Geova si basa su prove fabbricate e su una deliberata applicazione impropria della legge federale contro le attività estremiste

La ricostruzione segnala un video nel quale si vedono alcune persone che entrano in un Sala del Regno in Russia al fine di "fabbricare prove per giustificare le accuse di estremismo mosse contro i Testimoni di Geova".