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Traduzione in italiano dell'articolo di Asad Hashim Three Ahmadis sentenced to death for blasphemy.
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Al Jazeera (12.10.2017) – Tre ahmadi, membri di un gruppo religioso perseguitato in Pakistan, sono stati condannati a morte per blasfemia da un tribunale della città centrale di Sheikhupura, ha detto un portavoce della comunità.

Mubasher Ahmad, Ghulam Ahmed e Ehsan Ahmed sono stati condannati dalla corte mercoledì per aver offeso il profeta Mohammad secondo le severe leggi contro la blasfemia in vigore nel paese, ha detto il portavoce della comunità Ahmadi Saleemuddin a Al Jazeera.

I tre uomini sono stati arrestati nel maggio 2014 dopo aver strappato i manifesti religiosi a Bhoiwal, un villaggio di circa 22 km a sud-ovest della città di Lahore.

Khalil Ahmed, un quarto accusato, è stato ucciso mentre era tenuto in custodia dalla polizia pochi giorni dopo.

Mentre gli imputati affermavano che sui manifesti c’erano slogan anti-ahmadiyya, l'accusa ha dichiarato che il loro gesto aveva un significato religioso e che l’atto di strapparli significa offendere il profeta.

Saleemuddin ha detto che la comunità Ahmadi si sarebbe appellata alla decisione presso il tribunale supremo.

africa 2363371 640Ruth è cristiana ma non può dirlo a nessuno. Abitando in Eritrea e non appartenendo a nessuna delle quattro religioni riconosciute dal regime africano, verrebbe subito arrestata. Suo marito, pastore di una chiesa protestante, è stato arrestato da oltre 15 anni e mai più rilasciato, e lei fatica ad educare i suoi tre figli alla fede cristiana di nascosto.

COREA DEL NORD AFRICANA. Non è un caso se l’Eritrea, retto da oltre 20 anni dal dittatore Isaias Afewerki, è definita la Corea del Nord africana. Nel paese non esiste alcuna libertà piena, né religiosa, né di culto, né di espressione o stampa. Nel 2002 il governo ha riconosciuto ufficialmente quattro confessioni religiose: ortodossi, cattolici, evangelici luterani e musulmani sunniti. I fedeli di queste religioni hanno una limitatissima libertà di culto, tutti gli altri neppure quella. Teoricamente, qualunque confessione può registrarsi per essere riconosciuta ma nei fatti le richieste vengono sempre respinte e usate per reprimere chi fa domanda. La persecuzione è tale che secondo un rapporto dell’Onu «il regime percepisce la religione come una minaccia alla sua stessa esistenza».

Tempi - Eritrea. Storia di Ruth, «costretta a educare i miei figli al cristianesimo di nascosto»

myanmar 2253272 640Diversi mezzi di informazione si sono soffermati, in questi giorni, sulla drammatica situazione vissuta, in Myanmar, dalla minoranza islamica dei Rohingya. In molti hanno lasciato le loro case nello Stato del Rakhine. Più di 300 mila profughi di questa minoranza vivono all’interno di improvvisati campi in Bangladesh. Ma oltre ai Rohingya, anche gruppi etnici, tra cui minoranze cristiane, sono vittime di persecuzioni e discriminazioni.
I cristiani sono quasi l’8 per cento della popolazione che, complessivamente, supera i 50 milioni di abitanti. Appartengono, in prevalenza, alle etnie Chin e Kachin. L’etnia Chin è composta da circa 500 mila persone. Il tasso di povertà (oltre il 70%) è il più alto dell'intera nazione e gli abitanti sono dediti, in prevalenza, all'agricoltura. Nello Stato del Kachin, le minoranze sono prese di mira. Nel 2015 due missionarie cristiane, che insegnavano in una scuola, sono state trovate morte. Comunità cristiane sono presenti anche nello Stato di Karen, ancora scosso da scontri e combattimenti.

Radio Vaticana - Myanmar: oltre ai Rohingya, anche i cristiani vittime di persecuzioni

foto convegnoAidlr/Notizie Avventiste – Martedì 26 settembre, presso la Sala del Refettorio della Camera dei deputati, si è tenuto il convegno “Violazioni della libertà religiosa in Russia. Un problema che interroga l’Europa”.

Organizzato dal Cesnur (Centro studi sulle nuove religioni), diretto da Massimo Introvigne, il convegno ha aperto la prima sessione con il benvenuto dell’on. Luigi Lacquaniti. Sono seguiti gli interventi di James Toronto, della Brigham Young University; di Patricia Duval, avvocato del Foro di Parigi; di Germana Carobene, dell’Università Federico II di Napoli.

Notizie Avventiste - Violazioni della libertà religiosa in Russia

Foto di Gianni Carbotti

Facebook squareÈ nato il Centro Studi per la Libertà di Religione, Credo e Coscienza (LIREC), primo in Italia, appena fondato dalla direttrice Raffaella Di Marzio con il contributo del presidente onorario Pietro Nocita, della segretaria amministrativa Isa Calabrese e di chi scrive.

L'associazione può già contare su un valido comitato scientifico, attualmente composto dalla segretaria dell'AIDLR Dora Bognandi, il direttore di Coscienza e libertà Davide Romano, il direttore di Confronti Claudio Paravati, il responsabile comunicazioni ISKCON Mauro Bombieri, l'Imam Ataul Wasih Tariq, il responsabile relazioni esterne di Ananda Paolo Narya Tosetto e l'esponente di Damanhur Silvio Palombo.

Agenzia Radicale - Nasce LIREC, il Centro Studi sulla Libertà di Religione, Credo e Coscienza