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rome 1945033 640Tra i mutamenti che connotano politica, cultura, rapporti di forza nel Paese uno è destinato a produrre effetti importanti: un nuovo clericalismo. Si tratta d’una forma aggiornata delle relazioni Stato/Chiesa; inversione di tendenza rilevante nella storia italiana. Gli attori son quelli di sempre: politica, ovvero parte di essa, ed esponenti ecclesiastici, almeno quelli sensibili all’aspetto di «potere». La trasformazione riguarda modi e «parti in commedia».

Nel clericalismo classico i partiti contavano sull’influenza ecclesiastica e, in contropartita, concedevano favori o privilegi agli enti religiosi. Una strumentalizzazione reciproca in cui, di fatto, prevaleva la Chiesa per almeno due motivi. Primo: era la politica ad aver bisogno. Secondo: la dimensione ecclesiastica si faceva forte di una struttura gerarchica compatta. Gli elementi di dissenso interno al mondo cattolico, ridotte a minoranza, finivano per non andare oltre la testimonianza.

Corriere della Sera - Un «nuovo clericalismo» nei rapporti Stato-Chiesa