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syria 101672 640Sabaha (Siria), 2 novembre 2018, Nena News – Afrin, qui ha inizio l’inferno scatenato dallo Stato turco con l’occupazione della città nel Kurdistan siriano. Un’occupazione barbara e violenta completata nel marzo 2018. “Piovono missili sui nostri tetti”. E ancora: “Ci hanno sfrattati con la forza, minacciandoci di ucciderci tutti. Hanno preso i nostri vestiti, persino i giocattoli dei bambini. Ci dicevano che erano di loro proprietà da quel momento”.

Queste erano le voci rotte dal dolore che ci giungevano dai curdi di Afrin. Tra il 17 e 18 marzo sono stati 200mila gli sfollati, ora divisi nei campi profughi di Sahaba, Fafeen e altri villaggi limitrofi. Molti sono scappati non solo per la violenza inflitta a loro in quanto curdi, ma anche in quanto – in alcuni casi – di religione cristiana.

Near East News Agency - SIRIA. Afrin, la persecuzione dell'esercito turco e i jihadisti