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Roma 2011 08 07 Palazzo di GiustiziaCon l'ordinanza n. 21916/2019 (sotto allegata) la Cassazione, in accoglimento del ricorso e condividendo la requisitoria del PM a sostegno della ricorrente sancisce che, in caso di contrasto tra genitori causato dalla diversa educazione religiosa da impartire al figlio, il giudice può adottare provvedimenti restrittivi, optando per una confessione o per l'altra non sulla base di un mero pregiudizio, ma solo dopo aver appurato, attraverso l'ascolto del minore, che la religione scelta dalla madre, non rechi al minore un pregiudizio effettivo, stante l'obbligo per il giudicante di agire nel suo esclusivo interesse affinché venga tutelata la sua integrità fisica e morale.

Il Tribunale pronuncia la separazione dei coniugi, affida il minore congiuntamente a entrambi i genitori, fissa la dimora presso la madre e stabilisce il diritto di visita del padre, tenuto a corrispondere 600 euro mensili come contributo al mantenimento del figlio, oltre al 50% delle spese straordinarie. Il padre esprime il proprio dissenso sulla religione geovista che la madre vuole impartire al figlio, preferendo che il bambino completi il percorso cattolico fino alla cresima, così da poter sceglier più consapevolmente se cambiare o meno confessione religiosa una volta diventato adulto.

Studio Cataldi - Cassazione: non è dannoso far cambiare religione al figlio