Se volete sapere come si fa a compiere un passo indietro di decenni nel cammino verso l’integrazione degli immigrati, e lanciare nel contempo un segnale di indifferenza se non di ostilità nei confronti dei cittadini di altre culture e fedi, dovete leggere quel che è successo quest’estate a Udine.
Con poco meno di centomila residenti, e una dinamica demografica naturale da lungo tempo negativa, il capoluogo friulano ha potuto compensare – proprio come l’Italia nel suo complesso – l’ammanco di nuove coorti autoctone grazie al fenomeno migratorio. Alla stregua di tante altre realtà urbane del nostro Paese, Udine ha attratto nell’arco di un trentennio migliaia di cittadini stranieri di svariate nazionalità, culture e religioni, parte delle quali hanno fatto radici nella città del Tiepolo mettendo su casa e famiglia e svolgendo un ruolo cruciale nel tessuto produttivo.
Udine non concede la festa islamica
- Scritto da Camillo Maffia
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Se volete sapere come si fa a compiere un passo indietro di decenni nel cammino verso l’integrazione degli immigrati, e lanciare nel contempo un segnale di indifferenza se non di ostilità nei confronti dei cittadini di altre culture e fedi, dovete leggere quel che è successo quest’estate a Udine.