“Un cristiano non può essere antisemita. Le nostre radici sono comuni. Sarebbe una contraddizione della fede e della vita”. Lo ha gridato Papa Francesco incontrando in Vaticano un gruppo di rabbini del Caucaso, a una settimana appena dalla strage della Sinagoga di Pittsburgh. “Insieme – ha spiegato Francesco – siamo invece chiamati a impegnarci perché l’antisemitismo sia bandito
dalla comunità umana”. Per Bergoglio, “ancora oggi, purtroppo, atteggiamenti antisemiti sono presenti”Nel suo indirizzo di saluto il Papa ha anche ricordato il recente viaggio in Lituania dove il 23 settembre ha partecipato alla commemorazione della Shoa, “settantacinque anni dopo la distruzione del ghetto di Vilnius e l’uccisione di migliaia di ebrei”. “Ho pregato – ha detto – davanti al monumento delle vittime dell’olocausto e ho chiesto all’Altissimo di consolare il suo popolo. Commemorare l’olocausto è necessario, perché del passato resti una memoria viva. Senza una memoria viva non ci sarà futuro perché, se non impariamo dalle pagine più nere della storia a non ricadere nei medesimi errori, la dignità umana rimarrà lettera morta”.
Papa Francesco: “un cristiano non può essere antisemita”. E confida l’emozione vissuta a Vilnius nella cella delle esecuzioni
- Scritto da Camillo Maffia
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“Un cristiano non può essere antisemita. Le nostre radici sono comuni. Sarebbe una contraddizione della fede e della vita”. Lo ha gridato Papa Francesco incontrando in Vaticano un gruppo di rabbini del Caucaso, a una settimana appena dalla strage della Sinagoga di Pittsburgh. “Insieme – ha spiegato Francesco – siamo invece chiamati a impegnarci perché l’antisemitismo sia bandito