«Quando fui nominato ufficialmente nuovo vicario d’Arabia, ormai quindici anni fa, un mio amico vescovo mi inviò una lettera in cui diceva: “Congratulazioni, caro Paul, anche se non so che cosa farai laggiù!”. E io gli risposi: “Grazie carissimo, sappi che nella mia diocesi avrò probabilmente più cattolici di te!”».
Monsignor Paul Hinder ricorda con un sorriso il momento in cui gli venne affidata la responsabilità della più estesa diocesi del mondo, oltre tre milioni di chilometri quadrati nelle roventi lande della penisola arabica: dal Bahrein all’Oman, dal Qatar agli Emirati Arabi, dallo Yemen all’Arabia Saudita, la terra dell’Islam per eccellenza. Per lui, cappuccino di origine svizzera che veniva dalla verde regione della Turgovia, quella nomina fu letteralmente uno shock. «Da qualche tempo era nell’aria, ma io la rifiutavo. Ero convinto che quello non potesse essere il posto per me. Come mi sbagliavo!».
Famiglia Cristiana - Quel milione di cattolici nelle terre della Shari'a

«Quando fui nominato ufficialmente nuovo vicario d’Arabia, ormai quindici anni fa, un mio amico vescovo mi inviò una lettera in cui diceva: “Congratulazioni, caro Paul, anche se non so che cosa farai laggiù!”. E io gli risposi: “Grazie carissimo, sappi che nella mia diocesi avrò probabilmente più cattolici di te!”».