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Che il Belgio sia una terra largamente secolarizzata dove il cattolicesimo non è più di casa, le chiese chiudono e il gregge, come anche i pastori, si assottigliano a un ritmo che sembra inesorabile, lo si sapeva già. Ma la polemica nata dalle letture della messa di domenica 26 agosto, trasmessa sulla tv pubblica delle Fiandre Vrt, è ugualmente sconcertante.

C’è una notizia buona e una cattiva. Quella buona è che l’assessore alla Cultura Sven Gatz ha scoperto chi è san Paolo. È vero, le sue lettere circolano da duemila anni, ma meglio tardi che mai. La notizia cattiva è che il dibattito politico in Belgio è così secolarizzato e ideologizzato, che lo stesso Gatz non ha capito nulla di quelle lettere.

Tempi - Il Belgio scopre l’esistenza delle lettere di san Paolo. E si indigna