Nel 1948 la giornalista e scrittrice tedesca Margarete Buber-Neumann scrisse il libro tradotto e pubblicato in italiano nel 1994 con il titolo Prigioniera di Stalin e Hitler. In tale documento autobiografico, l’autrice descrisse un’esperienza singolare che la vide protagonista fra gli anni 1938 e 1945. Dopo l’arresto a Mosca di suo marito, dirigente del Partito comunista tedesco caduto in disgrazia, l’autrice moglie di un «nemico del popolo» fu condannata alla «rieducazione» in un campo di lavoro siberiano.
Nel 1940, a seguito del patto Ribbentrop-Molotov fra Unione Sovietica e Germania, molti comunisti tedeschi furono consegnati nelle mani della Gestapo. In tal modo, la Buber-Neumann passò direttamente dal gulag staliniano di Karaganda al lager nazista di Ravensbrück, dal quale fu liberata dagli Alleati nel 1945. Per sette anni era stata prigioniera prima di Stalin e poi di Hitler. Un destino simile toccò ai Testimoni di Geova, menzionati più volte nel libro dalla Buber Neumann.
La Notizia - Testimoni di Geova prigionieri di Hitler, Stalin e … Putin

Nel 1948 la giornalista e scrittrice tedesca Margarete Buber-Neumann scrisse il libro tradotto e pubblicato in italiano nel 1994 con il titolo Prigioniera di Stalin e Hitler. In tale documento autobiografico, l’autrice descrisse un’esperienza singolare che la vide protagonista fra gli anni 1938 e 1945. Dopo l’arresto a Mosca di suo marito, dirigente del Partito comunista tedesco caduto in disgrazia, l’autrice moglie di un «nemico del popolo» fu condannata alla «rieducazione» in un campo di lavoro siberiano.