«Oggi non si può più disgiungere l’essere religiosi dall’essere “interreligiosi”» perché «alla luce delle presenti minacce» alla pace in varie parti del mondo una «positiva relazione tra le religioni appare una necessità assoluta». Lo ha sottolineato il cardinale Pietro Parolin parlando lunedì 30 ottobre a Zagabria ai leader di altre religioni e denominazioni cristiane, nell’ambito della visita compiuta in Croazia dalla sera di domenica 29 a martedì 31.
Il segretario di Stato li ha incontrati nel pomeriggio, nella sede della nunziatura apostolica, evidenziando che «quando tra i credenti prevalgono il pregiudizio e l’incomprensione delle altre religioni e la non conoscenza della propria fede, i nemici della religione sollevano il capo e la strumentalizzano». Per questo «diventa urgente la condivisione delle proprie ricchezze spirituali e la valorizzazione di quanto unisce, nelle credenze pur diverse». Certo, ha chiarito, «ciò richiede una coraggiosa evoluzione, giacché i limiti dell’ignoranza sono stati spesso motivo di intolleranza, lotte e divisioni; e una genuina accettazione dell’altro, con la sincera volontà di riconciliazione»; ma, ha spiegato il porporato, «se vogliamo veramente arrecare beneficio alla società, dovremmo stimolarci nella ricerca di norme comuni che permettano all’umanità una convivenza nella giustizia».
L'Osservatore Romano - Il dialogo tra le religioni è una necessità

«Oggi non si può più disgiungere l’essere religiosi dall’essere “interreligiosi”» perché «alla luce delle presenti minacce» alla pace in varie parti del mondo una «positiva relazione tra le religioni appare una necessità assoluta». Lo ha sottolineato il cardinale Pietro Parolin parlando lunedì 30 ottobre a Zagabria ai leader di altre religioni e denominazioni cristiane, nell’ambito della visita compiuta in Croazia dalla sera di domenica 29 a martedì 31.