New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – L’India è in primo luogo un Paese di indù, e poi di tutti gli altri. Lo sostengono i radicali indù dello Shiv Sena, alleato di governo del Bjp (Bharatiya Janata Party) nel Maharashtra. Con un editoriale pubblicato stamattina su “Saamana”, l’organo di stampa del gruppo, essi affermano: “Ci sono più di 50 Paesi per i musulmani. I cristiani hanno Paesi come l’America e l’Europa. I buddisti hanno la Cina, il Giappone, lo Sri Lanka e il Myanmar. Gli indù non hanno altro Paese che questo”.
L’editoriale riprende e “corregge” quanto affermato lo scorso 27 ottobre da Mohan Bhagwat, capo dell’Rss (Rashtriya Swyamsevak Sangh, formazione paramilitare ultranazionalista indù). In un convegno ad Indore, egli aveva detto che “l’Hindustan è un Paese di indù, ma ciò non significa che esso non appartenga ad altri”, riferendosi alle altre confessioni religiose.
AsiaNews - Partito nazionalista: l’India non è un Paese per cristiani

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – L’India è in primo luogo un Paese di indù, e poi di tutti gli altri. Lo sostengono i radicali indù dello Shiv Sena, alleato di governo del Bjp (Bharatiya Janata Party) nel Maharashtra. Con un editoriale pubblicato stamattina su “Saamana”, l’organo di stampa del gruppo, essi affermano: “Ci sono più di 50 Paesi per i musulmani. I cristiani hanno Paesi come l’America e l’Europa. I buddisti hanno la Cina, il Giappone, lo Sri Lanka e il Myanmar. Gli indù non hanno altro Paese che questo”.