Subito dopo il fatto avvenuto all’esterno della moschea di Finsbury Park nelle prime ore del 19 giugno, quando un uomo si è lanciato con un furgone contro un gruppo di musulmani, Theresa May ha promesso un giro di vite nei confronti dell’“estremismo in tutte le sue forme”. Il Discorso della Regina, un paio di giorni dopo, ha subito garantito la costituzione di una Commissione per il contrasto dell’estremismo, che dovrebbe identificare e smascherare le attività estremiste e organizzare la difesa dei valori britannici.
Sembra una reazione decisiva alla serie di stragi terroristiche messe a segno nei mesi precedenti, tra le quali la bomba di Manchester e gli attacchi ispirati dall’Isis sul Westminster e sul London Bridge. Purtroppo, in realtà non è lo schiaffo di un governo risoluto. Rappresenta piuttosto una sciagurata prosecuzione dell’approssimativa e sotto sotto ipocrita Strategia di contrasto all’estremismo che la May approntò nel 2015, quando era ministro dell’Interno. A seconda di chi siederà in questa nuova commissione, nei prossimi anni i cattolici potrebbero trovarsi ad affrontare minacce molto gravi alla libertà religiosa.
Tempi - Saranno i cattolici i prossimi “estremisti” da combattere?

