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cross 1979473 640Abusi, minacce e soprattutto una giustizia che sembra accogliere comunque le tesi degli accusatori se si tratta di musulmani. La condizione dei cristiani in Pakistan resta difficile e una eventuale denuncia per oltraggio alla fede islamica rappresenta per molti una condanna senza appello.
Lo dimostra l’ennesimo caso di incarcerazione di un battezzato con l'accusa di blasfemia, in questo caso avanzata dal datore di lavoro per avere offeso il profeta Maometto. A rendere nota la vicenda del 20enne Ashfaq Masih, meccanico di biciclette, è la polizia di Lahore, seconda città del Paese e capoluogo della provincia di Punjab. Secondo il proprietario dell'officina, Masih avrebbe insultato il profeta Maometto parlandone in modo sconveniente sul posto di lavoro con un altro correligionario. Accusa che il giovane rigetta come "pretestuosa".

Avvenire - Blasfemia. Un altro cristiano finisce in carcere in Pakistan