Il 29 Novembre 2016 la Soka Gakkai ha organizzato un incontro al Teatro Argentina di Roma nel corso del quale il Premio Nobel Prof. Adolfo Perez Esquivel ha tenuto una lezione magistrale sui temi del Libro La Forza della Speranza. Riflessione sulla pace e i diritti umani nel terzio Millennio. Dialogo con Daisaku Ikeda.
Daisaku Ikeda è impegnato da molti anni nella promozione del dialogo con persone di tutte le fedi al fine di creare un ponte tra le culture e promuovere i diritti umani e la pace. Il concetto di dialogo nell'insegnamento di Ikeda è centrale poiché gli esseri umani esistono solo se si pongono in dialogo con gli altri: entrare in dialogo significa realizzare la propria umanità
Il dialogo con il Premio Nobel per la pace argentino Esquivel, che è cattolico, è un esempio di come persone diverse possano incontrarsi sui valori. Esquivel, nella sua lectio magistralis, ha raccontato di aver conosciuto Ikeda in Giappone, dove ha potuto notare quanto siano diverse le loro culture di provenienza, giapponese e argentina, e le loro religioni, cristiana e buddista. Tuttavia, ricordando quell'incontro, Esquivel ha sottolineato il fatto che, nel momento in cui si è parlato di diritti umani, di pace e uguaglianza, si è sentito fratello di Ikeda, come se si conoscessero da sempre.
Oggi, e da anni, è impegnato con Ikeda nella battaglia per chiedere l'abolizione totale delle armi nucleari e, a questo proposito, ha ricordato alcune testimonianze che ha ascoltato dalla voce dei superstiti di Hiroshima.
Il premio Nobel, che nel 1977 è stato incarcerato in una cella chiamata "il tubo" per 32 giorni, senza luce e senza la possibilità di muoversi, per il suo impegno a favore dei più deboli, ha detto che la pace non si regala ma si costruisce e che è necessario non subire l'ingiustizia ma ribellarsi, e la ribellione deve cominciare con l'indignazione: "se non ci si indigna di fronte all'ingiustizia non si passa mai all'azione".
Ha accennato anche all'importante ruolo della donna nella difesa dei diritti umani perché le donne, a differenza degli uomini, hanno dovuto sempre combattere per rivendicare e conquistare i loro diritti. Anche per questo motivo il contributo che le donne possono dare alla difesa dei diritti umani è importantissimo.
Esquivel ha anche sottolineato l'enorme importanza che l'educazione e la cultura hanno per la promozione dei diritti umani, e ha denunciato quella che definisce la "monocoltura delle menti", creata dai media per addormentare il senso critico delle giovani generazioni. E' necessario che l'educazione promuova la coscienza critica dei giovani perché essi non si uniformino mai al pensiero unico.
Nella lotta per promuovere i diritti è anche essenziale fare politica, intendendo con questo termine l'azione volta a realizzare il bene comune e ha invitato tutti ad avere fiducia e a impegnarsi concretamente. L'ultima parte della lectio magistralis è stata dedicata ad approfondire il senso della speranza, che per Esquivel significa essenzialmente costruire ponti, condividere con gli altri sia il pane che la libertà, e sforzarsi affinché le utopie diventino realtà.
Queste sono le idee chiave dell'incontro con Esquivel, che si ritrovano, ampliate e contestualizzate, anche nei diversi capitoli del libro di dialoghi scritto con con Daisaku Ikeda.
L'incontro è stato ripreso da alcune testate, tra le quali:
