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E’necessario oggi più che mai promuovere la pace in un tempo in cui la violenza viene perpetrata in nome della religione: è questo l’appello lanciato dalla Commissione bilaterale delle delegazioni del Gran rabbinato d’Israele e della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l’ebraismo, riunita a Roma in questi giorni. In un comunicato congiunto, riferendosi a una risoluzione dell’Unesco che parla dei luoghi santi di Gerusalemme Est nominandoli solo in arabo e non in lingua ebraica, si è criticato con forza il tentativo di negare la storia biblica e il legame del popolo ebraico al proprio luogo più santo, il Monte del Tempio.
Di fronte alle sfide e alle tragedie umane contemporanee – riferisce Radio Vaticana – è stata sottolineata l’importanza che le guide religiose diano esempi di tolleranza e di rispetto. Inoltre, i partecipanti si sono impegnati a persuadere nel modo più efficace le proprie rispettive autorità ad agire nei modi più tolleranti e umani nei confronti degli “altri” e dei deboli.
A questo proposito le recenti affermazioni di Papa Francesco rivolte ai rappresentati di varie religioni sono particolarmente appropriate: “Siano rigettate le strade senza meta della contrapposizione e della chiusura. Non accada più che le religioni, a causa del comportamento di alcuni loro seguaci, trasmettano un messaggio stonato, dissonante da quello della misericordia. Purtroppo, non passa giorno che non si senta parlare di violenze, conflitti, rapimenti, attacchi terroristici, vittime e distruzioni. Ed è terribile che per giustificare tali barbarie sia a volte invocato il nome di una religione o di Dio stesso. Siano condannati in modo chiaro questi atteggiamenti iniqui, che profanano il nome di Dio e inquinano la ricerca religiosa dell’uomo. Siano invece favoriti, ovunque, l’incontro pacifico tra i credenti e una reale libertà religiosa”.
 
Faro di Roma: Santa Sede-Israele Religioni promuovano la pace contro la violenza dei nostri giorni

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