Dal novembre scorso, dunque ormai da tre mesi, la Francia è turbata ogni settimana dalle manifestazioni dei cosiddetti gilets gialli. Tale movimento è nato come protesta fiscale contro l’aumento delle tasse. Però dall’inizio, il movimento ha subito infiltrazioni da militanti estremisti, di sinistra e soprattutto di destra. Con improbabili alleanze rosso-bruno, come all’inizio del nazismo.
Mentre i gilets gialli perdono d’influenza (ormai i manifestanti sono ridotti a 40/50.000 persone per tutta la Francia), gli estremisti rimangono presenti e attivi: contro la Repubblica, contro le istituzioni democratiche, ma anche contro gli immigrati, contro le “élite”, contro gli intellettuali, contro gli omosessuali, contro le donne, contro l’Europa.
Dal novembre scorso, dunque ormai da tre mesi, la Francia è turbata ogni settimana dalle manifestazioni dei cosiddetti gilets gialli. Tale movimento è nato come protesta fiscale contro l’aumento delle tasse. Però dall’inizio, il movimento ha subito infiltrazioni da militanti estremisti, di sinistra e soprattutto di destra. Con improbabili alleanze rosso-bruno, come all’inizio del nazismo.