Roma (AsiaNews) - Ce lo aspettavamo. La notizia dell’ennesimo arresto – il quinto in due anni - di mons. Pietro Shao Zhumin, vescovo di Wenzhou, è passata sotto silenzio. Eccetto per alcuni media spagnoli e inglesi, e qualche raro sito italiano oltre ad AsiaNews, sembra che trascinare un vescovo, molto noto in Cina per la sua dirittura e il suo coraggio, a subire decine di giorni di indottrinamento come ai tempi della Rivoluzione culturale, non sia una notizia degna di nota, anzi qualcosa di fastidioso, che vale la pena far tacere.
Mi chiedo cosa succederebbe se un bravo vescovo italiano, mettiamo il simpatico mons. Matteo Zuppi di Bologna, venisse rapito da un gruppo di fondamentalisti islamici per indottrinarlo e farlo musulmano, beninteso: senza torcergli un capello, come avviene per mons. Shao. Immagino che tutte le prime pagine porterebbero titoli cubitali. Nel caso del vescovo di Wenzhou non si tratta di fondamentalisti islamici, ma di fondamentalisti “dell’indipendenza”: essi vogliono convincere il vescovo che appartenere all’Associazione patriottica, che vuole costruire una Chiesa “indipendente” dalla Santa Sede, è un bene per lui, per la Chiesa e per il mondo.
Asia News - La vergogna verso mons. Shao Zhumin, vescovo sequestrato dalla polizia
Roma (AsiaNews) - Ce lo aspettavamo. La notizia dell’ennesimo arresto – il quinto in due anni - di mons. Pietro Shao Zhumin, vescovo di Wenzhou, è passata sotto silenzio. Eccetto per alcuni media spagnoli e inglesi, e qualche raro sito italiano oltre ad AsiaNews, sembra che trascinare un vescovo, molto noto in Cina per la sua dirittura e il suo coraggio, a subire decine di giorni di indottrinamento come ai tempi della Rivoluzione culturale, non sia una notizia degna di nota, anzi qualcosa di fastidioso, che vale la pena far tacere.