Ricordarci di non vivere in uno Stato laico è esercizio sempre utile e più che mai necessario. Scoprire di essere la 159° nazione al mondo per la libertà di pensiero dovrebbe infatti far molto molto riflettere.
Insegnamento della religione cattolica a scuola, pagamento da parte dello Stato degli insegnanti di religione, presenza di simboli religiosi nei luoghi pubblici, la strabordante presenza della chiesa cattolica nelle televisioni e sui giornali, in barba a ogni pluralismo, la punibilità della blasfemia. Sono alcuni dei punti critici segnalati dallo studio annuale promosso dall’International Humanist and Ethical Union (Iheu) presentato nei giorni scorsi a Roma alla Camera dei Deputati. Il rapporto contiene la classifica completa di tutti i paesi del mondo in base al livello di discriminazione nei confronti di atei, umanisti e non religiosi.
Ricordarci di non vivere in uno Stato laico è esercizio sempre utile e più che mai necessario. Scoprire di essere la 159° nazione al mondo per la libertà di pensiero dovrebbe infatti far molto molto riflettere.