Migliaia di civili sono in fuga dalle aree di nuovi combattimenti tra l’Esercito per l’indipendenza Kachin e i militari birmani. Sono oltre 4.000 i nuovi profughi – cristiani in maggioranza nel buddhista Myanmar – che vanno a aggiungersi ai 15mila già costretti ad allontanarsi dalle proprie terre dall’inizio dell’anno e ai 90mila già profughi negli Stati Kachin e Shan dalla crisi che nel 2011 ha messo fine al cessate il fuoco tra le forze armate governative e la milizia Kachin.
L’Onu non è stata in grado di confermare le notizie di vittime tra la popolazione, ma ha espresso la preoccupazione per la crisi che va estendendosi nel Nord del Myanmar, a ridosso del confine cinese e indiano, quasi ignorata dalla comunità internazionale maggiormente coinvolta da quella in corso a Occidente, nello Stato Rakhine ora pressoché spopolato dai musulmani Rohingya costretti alla fuga in Bangladesh negli ultimi mesi.
Migliaia di civili sono in fuga dalle aree di nuovi combattimenti tra l’Esercito per l’indipendenza Kachin e i militari birmani. Sono oltre 4.000 i nuovi profughi – cristiani in maggioranza nel buddhista Myanmar – che vanno a aggiungersi ai 15mila già costretti ad allontanarsi dalle proprie terre dall’inizio dell’anno e ai 90mila già profughi negli Stati Kachin e Shan dalla crisi che nel 2011 ha messo fine al cessate il fuoco tra le forze armate governative e la milizia Kachin.