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candles 2628473 640«Il dialogo interreligioso: una sfida, o un'occasione da cogliere?»: questo il tema della prolusione che il cardinale presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso ha tenuto lunedì 9 in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Istituto teologico di Assisi.

Contrariamente a quanto si dice spesso, il dialogo interreligioso non favorisce il relativismo, ma lo combatte, dato che la prima cosa che si fa non è altro che proclamare la propria fede. Devo confessare che per me Gesù Cristo è il Signore. Devo dire come ha cambiato la mia vita. E il mio partner nel dialogo dovrà fare lo stesso. Non si può imbastire un dialogo sull’ambiguità.
Dialoghiamo perché Dio stesso è dialogo e non ha mai abbandonato l'umanità. «Dio che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi ha parlato ai Padri» (Ebrei, 1,1). Cristo è l'unico Salvatore, e ogni uomo è stato redento da lui, anche se non ne è consapevole. 3. Ma «lo Spirito soffia dove vuole» (Giovanni, 3, 8) ed è all’opera in ogni persona umana. Quindi siamo invitati a scoprire la presenza di Dio in ogni cultura in ogni persona, in ogni uomo. Sono i famosi semina verbi.
Secondo la nostra fede, Dio è presente in ogni uomo sin dall’inizio della sua esistenza, quindi molto prima di appartenere a una religione. Questo Dio è il Dio-Trinità, che invita ognuno di noi a condividere la sua vita. Siamo quindi invitati a entrare nel dialogo fondamentale iniziato da Dio stesso.

 

L'Osservatore Romano - Un'occasione provvidenziale

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