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africa 2363371 640Ruth è cristiana ma non può dirlo a nessuno. Abitando in Eritrea e non appartenendo a nessuna delle quattro religioni riconosciute dal regime africano, verrebbe subito arrestata. Suo marito, pastore di una chiesa protestante, è stato arrestato da oltre 15 anni e mai più rilasciato, e lei fatica ad educare i suoi tre figli alla fede cristiana di nascosto.

COREA DEL NORD AFRICANA. Non è un caso se l’Eritrea, retto da oltre 20 anni dal dittatore Isaias Afewerki, è definita la Corea del Nord africana. Nel paese non esiste alcuna libertà piena, né religiosa, né di culto, né di espressione o stampa. Nel 2002 il governo ha riconosciuto ufficialmente quattro confessioni religiose: ortodossi, cattolici, evangelici luterani e musulmani sunniti. I fedeli di queste religioni hanno una limitatissima libertà di culto, tutti gli altri neppure quella. Teoricamente, qualunque confessione può registrarsi per essere riconosciuta ma nei fatti le richieste vengono sempre respinte e usate per reprimere chi fa domanda. La persecuzione è tale che secondo un rapporto dell’Onu «il regime percepisce la religione come una minaccia alla sua stessa esistenza».

Tempi - Eritrea. Storia di Ruth, «costretta a educare i miei figli al cristianesimo di nascosto»

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