Da quando, nel luglio 2016, Vladimir Putin ha firmato il pacchetto di provvedimenti anti-estremismo (legge “Yarovaya”), con lo scopo di contrastare in modo più efficace possibili cellule terroristiche, numerosi cittadini, associazioni, ONG e organismi religiosi sono stati colpiti dalle severe restrizioni della nuova legislatura.
Uno dei gruppi ad averne risentito di più è quello dei Testimoni di Geova, attivo in Russia dal 1991 e oggi seguito da circa 175mila fedeli. Lo scorso aprile la Corte Suprema ha confermato un verdetto del ministero della Giustizia secondo cui la loro associazione viola la legislatura anti-estremismo del paese. Il Centro amministrativo e i 395 gruppi presenti nel territorio russo sono stati banditi e le loro proprietà confiscate dallo Stato. Ai fedeli è stata vietata la possibilità di riunirsi in preghiera, di svolgere attività religiose e di raccolta fondi, di distribuire materiale informativo e di manifestare pubblicamente il loro credo. Pena: dai 6 ai 12 anni di carcere. Fino a quel momento provvedimenti così seri avevano riguardato solo gruppi radicali islamici e formazioni anarchiche o xenofobe.
Libero Pensiero - Russia: essere Testimoni di Geova nel paese dell’anti-estremismo
Da quando, nel luglio 2016, Vladimir Putin ha firmato il pacchetto di provvedimenti anti-estremismo (legge “Yarovaya”), con lo scopo di contrastare in modo più efficace possibili cellule terroristiche, numerosi cittadini, associazioni, ONG e organismi religiosi sono stati colpiti dalle severe restrizioni della nuova legislatura.