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Intervista a Massimo Introvigne, sociologo e Direttore del CESNUR, sulla sua relazione presentata, il 18 Novembre 2016, al Convegno internazionale indetto annualmente dall’American Academy of Religion (AAR). 

Quest’anno  ha presentato una relazione dal titolo: The Fear of the Occult and Politics. (Paura dell’occulto e politica) nella sessione dedicata al tema "La Paura dell'occulto".

 

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Domanda: Dott. Introvigne, il 18 novembre scorso lei ha partecipato ad un Convegno internazionale indetto dall’American Introvigne2Academy of Religion, un congresso che si svolge tutti gli anni. Quest’anno ha presentato una relazione dal titolo: The Fear of the Occult and Politics. Paura dell’occulto e politica. Può dare una definizione di “occulto” e chiarire perché nel titolo della sua relazione lei crea una connessione tra due aspetti, “occulto e politica”, facendo anche qualche esempio attuale?

Risposta: Il tema generale della sessione era “La paura dell’occulto”. L’idea era quella di indagare, mettendo insieme quattro studiosi che hanno scritto parecchio sul tema, due americani (J. Gordon Melton e Jeff Kripal) e due europei (lo svedese Henrik Bogdan e il sottoscritto), i fenomeni di panico morale che periodicamente si ripresentano, negli Stati Uniti come in Europa, quando si diffonde il timore che qualcosa chiamato “l’occulto” sia un pericolo: possa indottrinare i giovani, provocare crimini, infiltrare le istituzioni.

Avevo preparato la parte a me assegnata – quella relativa alla politica – con esempi solo italiani ma ho cambiato la relazione all’ultimo perché nel frattempo ci sono state le elezioni americane e nell’ultimo weekend prima del voto si è verificato qualcosa di straordinario, su cui del resto ero stato intervistato da emittenti radiofoniche e televisive statunitensi ed europee. I sostenitori di Trump hanno diffuso centinaia di migliaia di volantini all’uscita di chiese evangeliche e cattoliche, con ampia eco su Internet e anche su quotidiani di prestigio, non solo americani, sostenendo – sulla base delle mail del direttore della campagna elettorale di Hillary Clinton, John Podesta, pubblicate da hacker – che lo stesso Podesta (in realtà, piuttosto suo fratello), e dunque indirettamente la candidata democratica, avevano contatti con l’artista serba residente a New York Marina Abramovič,  che sarebbe “satanista”. La difesa dei portavoce della Clinton è stata a sua volta molto inadeguata: hanno sostenuto che le immagini della Abramovič, che peraltro è una delle più famose e prestigiose esponenti dell’arte contemporanea, con serpenti, teste di capro o simboli magici sono semplici performance artistiche o perfino forme scherzose. Giacché ho qualche familiarità con le attività di Marina Abramovič devo dire che questo non è vero. All’origine discretamente, ma ora pubblicamente, l’artista serba ha formato una sorta di nuovo movimento religioso che offre iniziazioni e corsi di “Metodo Abramovič”, una miscela di credenze nel potere dei cristalli, buddhismo zen, sciamanismo, culti afro-cubani e spiritismo, mescolati in un sincretismo tipico degli ambienti New Age che ha frequentato per decenni. Cose molto interessanti per gli studiosi, ma che non hanno niente a che fare col satanismo. E qui viene appunto la risposta alla vostra domanda: quando si comincia a parlare di “occulto” nessuno sa bene di che cosa si stia parlando. Per alcuni l’occulto è sinonimo di satanismo, consapevole o no; per altri di esoterismo; mentre altri ancora usano come se fossero la stessa cosa le espressioni “l’occulto” e “le sette” (in inglese “cults”). Così non si capiva bene se si stesse accusando Marina Abramovič di gestire una “setta”, di avere qualcosa a che fare con l’esoterismo o di adorare il Demonio ma nei volantini anti-Clinton – e, cosa più sorprendente, anche nei resoconti di giornali autorevoli come il “Washington Post” – “sette”, “satanismo” e “occulto” diventavano parole usate in modo confuso, saltando da una all’altra in un calderone indistinto. Che però rafforzava precisamente la paura dell’occulto, che nella mia relazione ho analizzato come paura delle élite, un tratto tipico del populismo che oggi vince le elezioni in molti Paesi. Le élite fanno strane cose, che la gente normale non capisce. L’arte contemporanea – che, tra parentesi, è cosa diversa dall’arte moderna, in quanto nell’arte contemporanea spariscono l’oggetto e la distinzione fra arte e vita, così che sedersi per otto ore a guardare il pubblico di un museo, come fece la Abramovič nella sua performance più famosa, può diventare un’opera d’arte – è davvero molto difficile da capire. L’esoterismo pure. Dunque si crederà facilmente che le élite si abbandonino a ogni sorta di stranezza, artistica, esoterica o “settaria”: e chissà che non c’entri il Diavolo...Introvigne3

Domanda: Lei ha fatto riferimento alle campagne contro la festa di Halloween, trattando anche il caso di esponenti del mondo cattolico che ne diffondono l'idea della pericolosità: può parlarci di questo atteggiamento e sintetizzare i risultati del sondaggio che ha realizzato in proposito?

Risposta: Lo scorso 23 ottobre è morto Jack Chick (1924-2016), un esponente del fondamentalismo protestante più estremo, che tuttavia anni fa fu così sportivo da concedere un’intervista a me, che incarno tutto quello che lui detestava. Chick infatti era anzitutto un fanatico anticattolico – per cui dall’assassinio di Lincoln all’ascesa di Hitler e all’11 settembre tutti i crimini della storia erano stati organizzati dal Vaticano –, quindi un oppositore altrettanto fanatico delle “sette” e dell’esoterismo. Per lui era tutto satanismo, Chiesa Cattolica compresa. Chick ha dedicato buona parte della sua vita a combattere la festa di Halloween, che odiava perché ne conosceva le origini cattoliche, diffondendo tre miti: che nella notte di Halloween ci siano più omicidi in America che in ogni altra notte; che ci siano anche più iniziazioni a “sette” e gruppi esoterici o satanisti; e che il fondatore della Chiesa di Satana, Anton LaVey (1930-1997), avesse consigliato ai satanisti di spingere i genitori cristiani a fare celebrare Halloween dai loro figli, perché così inconsapevolmente avrebbero dato gloria a Satana. Queste tre affermazioni hanno due elementi in comune: sono tutte dimostrabilmente false, e nessuno ne aveva mai sentito parlare prima di Chick. Negli Stati Uniti Chick è sempre stato considerato una mera curiosità, e solo piccolissimi segmenti ultra-fondamentalisti lo hanno preso sul serio, in un Paese dove tutti celebrano Halloween, compresi molti pastori protestanti e parroci cattolici. Però Chick ha avuto molto successo all’estero. Le sue famose tre tesi su Halloween in Italia sono state riprese da esorcisti cattolici, i quali probabilmente non sapevano che venivano da Chick, o se lo sapevano ignoravano che per Chick l’organizzazione più satanista del mondo era la Chiesa Cattolica. Quest’anno, in vista del convegno di San Antonio, ho fatto un piccolo esperimento postando una difesa di Halloween su Facebook. Io ho il massimo di amici consentito su Facebook, cinquemila, e lascio che i miei post siano visibili agli amici dei miei amici, quindi il campione, pure auto-selezionato e quindi con limiti di rappresentatività che ho ben presenti, non era piccolisssimo. Ho avuto centinaia di reazioni. Il 74,8% delle reazioni è stato positivo, ma si è espresso solo sotto forma di “like” ai miei vari post, mentre il 25,2% ostile si è sfogato scrivendo di tutto nei commenti. In genere gli argomenti anti-Halloween rimandavano a esorcisti cattolici, i quali a loro volta – ripeto, rendendosene conto o no – riciclano idee di Chick.

Domanda: Qual è la connessione tra la paura dell’occulto e la discriminazione di  minoranze religiose o spirituali nel nostro Paese?Introvigne4

Risposta: Quello che è successo nel caso Abramovič – che, se devo credere al “New York Times”, ha avuto una reale influenza sull’esito elettorale americano – corrisponde esattamente a quanto è successo e succede anche in Italia. La paura dell’occulto – di cui la paura di Halloween è una parte non secondaria – è diffusa da una subcultura che non offre mai una chiara definizione di “occulto” e mette tutto in gran calderone: satanismo, esoterismo e “sette”, con scarsa capacità e forse neppure grande volontà di proporre distinzioni rigorose. È chiaro quindi che la stigmatizzazione del satanismo, o dell’elusivo “occulto”, diventa stigmatizzazione di centinaia di gruppi che non c’entrano nulla con i satanisti e a rigore spesso neppure con l’esoterismo. Mi viene in mente il titolo di un libro, “Occulto Italia”, il quale precisamente attaccava molti gruppi che non avevano niente a che fare con il satanismo, l’esoterismo, o qualunque ragionevole definizione di “occultismo”.

Domanda: Quali possono essere le conseguenze negative delle attività anti-occultismo o anti-sette occulte per gruppi che credono e praticano forme spirituali molto diverse da quelle proprie della tradizione culturale e religiosa italiana?

Risposta: Se torniamo al caso Abramovič, possiamo vedere come si crea il paradigma della “setta occulta”, “setta satanica” o “setta pericolosa” – è chiaro che i tre aggettivi sono diversi, ma in pratica spesso diventano sinonimi – e quindi la paura. Tutto quello che sembra “strano” perché non corrisponde a modelli familiari e maggioritari di spiritualità e di religione finisce in un grande calderone, è considerano sospetto, e si invocano – in qualche Paese si attuano – misure repressive e sorveglianze di polizia. È quanto è successo in Italia nel 2006 con la circolare che ha istituito la “Squadra Anti Sette”: con un esorcista – autore del più diffuso libro contro Halloween, e non è affatto una coincidenza – come consulente, il che è una cosa per lo meno curiosa. Leggendo la circolare si comincia nelle prime righe a parlare di satanismo ma poi, con una sorta di slittamento linguistico, il discorso – non senza toni da romanzo gotico, evocando gruppi dediti alla “magia, stregoneria, spiritismo, cannibalismo e vampirismo” che commetterebbero “gravissimi crimini quali omicidi, stragi, violenze sessuali” – si allarga a gruppi esoterici ma non satanisti, e di qui a gruppi lontani dalla religiosità maggioritaria ed etichettati come “sette” dai loro oppositori ma non esoterici.

Domanda: Nella sua relazione ha inserito casi di “sette” inventate, amplificati dai media nel contesto di un’informazione mediatica anti-occultista e campagne allarmistiche anti-settarie: come nascono queste vicende e come si ripercuotono sull'opinione pubblica queste forme di panico morale?

Risposta: L’istituzione della Squadra Anti-Sette – che comunque, e per fortuna, ha avuto in pratica un ruolo piuttosto limitato, e non mi risulta abbia scoperto alcun “gravissimo crimine” commesso da adepti della “magia, stregoneria, spiritismo, cannibalismo e vampirismo” – arriva al culmine di un lungo processo, in un clima caratterizzato da tre vicende molto italiane, più una quarta, quella abruzzese dei cosiddetti Angeli di Sodoma, una “setta” che con ogni probabilità non è mai esistita con questo nome e come gruppo organizzato ed è stata inventata dai media e da presunti esperti (ci sono state condanne per reati legati alla droga ma non è stata provata l’esistenza di una “setta”). I delitti del mostro di Firenze avevano fatto sospettare che dietro ai tre serial killer “compagni di merende” Pietro Pacciani (1925-1998), Mario Vanni (1927-2009) e Giancarlo Lotti (1940-2002) ci fosse una qualche “setta occulta”. La loggia massonica P2 – e non dimentichiamo che Licio Gelli (1919-2015) non si occupava solo di politica, era in contatto con forme di frangia della massoneria con interessi esoterici “forti” – aveva associato nell’immaginario popolare “occulto” e veri o presunti progetti di colpi di Stato. Da ultimo, nel 2004 la polizia scopre le Bestie di Satana di Varese, uno dei pochissimi casi al mondo in cui troviamo davvero un’associazione fra satanismo e omicidi (so che c’è chi dubita delle conclusioni dei processi, ma io le considero attendibili). Come in altri casi norvegesi e svedesi, si trattava del giro della musica Metal estrema e di una forma di satanismo che esiste praticamente solo in questi ambienti. In genere i satanisti venerano Satana come colui che ci libera dai limiti alla nostra felicità imposti da Dio o dalla religione: considerano Satana in un certo senso “buono”, non cattivo. In un certo ambiente musicale invece si è diffuso un satanismo “anticosmico” che odia le persone umane, odia il mondo e in effetti esalta Satana come principio dell’odio e del male. In questo clima nascono crimini gravi commessi in Scandinavia, così come quelli italiani delle Bestie di Satana. Occorre però precisare: primo, che la maggioranza dei satanisti professa una forma di satanismo che non è “anticosmica”; e secondo, che la stragrande maggioranza dei fan della musica Metal estrema non è satanista e la apprezza come pura performance artistica. In effetti nella mia esplorazione degli ambienti della musica Metal satanica per il mio libro “Satanism: A Social History” (Brill, Leida 2016) ho incontrato fan che sono cattolici praticanti e perfino conservatori – non parlo del sottoscritto, perché a me questa musica personalmente non piace, la studio solo per le sue relazioni con il satanismo. Comunque sia, i panici morali non nascono mai da semplici invenzioni. Le Bestie di Satana mostrano che esistono forme di satanismo effettivamente molto pericolose. Ma i panici morali generalizzano e creano stereotipi: presentano le Bestie di Satana come se fossero un esempio tipico dei gruppi satanisti in genere, anzi dei gruppi esoterici, anzi delle “sette”.

Domanda: Può spiegare il significato di “crimine esoterico-religioso”, definizione che lei riprende dalla circolare che ha istituito la Squadra Antisette nel 2006?Introvigne5

Risposta: Da un punto di vista scientifico, temo che non ci sia alcun significato. Così come “setta” o “occulto” anche “esoterico-religioso”, nel contesto di quella circolare, cui forse mise mano anche il consulente esorcista – la circostanza non cessa di affascinarmi, un esorcista chiamato a spiegare alla polizia di uno Stato moderno, per definizione laico, quali gruppi sono legittimi e quali sono “sette occulte” –, non è tanto una parola che vuole definire o spiegare ma una sorta di bastone usato per colpire gruppi ritenuti illegittimi. La legge dovrebbe conoscere solo crimini comuni: maltrattamenti, terrorismo, violenza, stupri, abusi di minori, reati finanziari. Questi reati sono talora commessi da esponenti di nuovi movimenti religiosi o esoterici. Ma ce ne sono anche, anzi ce ne sono di più, nelle grandi religioni. Benché anche sui preti pedofili si sia ingenerato un panico morale, e come ho mostrato in un paio di miei libri i numeri siano spesso ampiamente esagerati, resta un fatto che ci sono, in cifra assoluta, più preti pedofili che esponenti di “sette occulte” pedofili, almeno se stiamo alle condanne dei tribunali e non alle fantasie. E ci sono più terroristi in una certa frangia del fondamentalismo islamico che in tutte le “sette” del mondo messe insieme.